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11/2011

NEWS

Cassazione: condannato per minacce e ingiuria il datore di lavoro che si rivolge al dipendente con l'espressione "ti farò schiattare"

La dipendente rifiuta di sottoscrivere una lettera di dimissioni e il datore di lavoro le
prospetta un trattamento sistematicamente vessatorio pronunciando le espressioni "sei
una vergognosa" e "ti farò schiattare”. La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 22816
dell'8 giugno 2011, in merito alla rilevanza penale di tali espressioni, precisa che,
contrariamente a quanto sostenuto dal datore di lavoro - secondo il quale
l'espressione utilizzata non poteva costituire reato di minaccia visto il
significato incerto del verbo "schiattare"-, "l'espressione «ti farò schiattare» non solo è di
uso comune ma è riportata su tutti i dizionari della lingua italiana con l'inequivoco
significato «ti farò crepare»". Confermata, quindi, la condanna per il datore di lavoro già
pronunciata dal giudice di merito, ritenendo fondate le prove portate dall'impiegata, cioè
un foglio spiegazzato sul quale era vergata una lettera di dimissioni non sottoscritta e la
testimonianza di una sua collega che aveva assistito alla discussione.


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